Caritas Diocesana di Rimini
2012 Rapporto sulle Povertà

Associazione Famiglie Insieme

Gli incontri ufficialmente si svolgono il martedì pomeriggio, presso la Caritas diocesana, ma un gruppo di volontari è sempre disponibile ad intervenire per affrontare interventi di particolare urgenza.

Il 24 settembre don Luigi Ricci, allora direttore della Caritas Diocesana, unitamente a 33 volontari in rappresentanza di diverse parrocchie della Diocesi di Rimini costituì l’Associazione “Famiglie Insieme”. Essa partì fin dal primo inizio con lo scopo di contrastare il fenomeno dell’usura, che in quegli anni era presente a Rimini in maniera molto forte, cercando anche di sensibilizzare sul problema le istituzioni competenti. L’Associazione ha da sempre anche l’obbiettivo di promuovere una visione cristiana della famiglia, cercando di sviluppare solidarietà verso di essa e tra le famiglie, sostenendo chi si trova in stato di indigenza o in difficoltà economica, non solo attraverso un aiuto concreto, ma anche come consultorio finanziario che indirizzi all’uso responsabile del denaro.

L’attività, che si svolge nei locali messi a disposizione dalla Caritas Diocesana di Rimini, è sostenuta finanziariamente da contributi di enti ecclesiastici, istituzioni pubbliche e private, nonché dalle offerte di privati (Diocesi di Rimini, Banca Carim, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Provincia e Comune di Rimini, Istituto S.Giuseppe, Figli del Mondo, Pia Società Cimitero oltre a privati cittadini).

I servizi dell’Associazione, a disposizione di tutti i residenti o domiciliati nel territorio della Diocesi di Rimini, operativamente hanno stabilito una convenzione con Eticredito - Banca Etica Adriatica S.p.a., che provvede, con finanziamenti a tasso agevolato garantiti dall’Associazione, ad erogare prestiti a rientri rateali il cui importo è concordato tra i richiedenti e “Famiglie Insieme”.

Chi si rivolge all’Associazione più spesso ha bisogno di accedere al credito bancario per cifre di entità contenuta, ma non è in grado di fornire le sufficienti garanzie che richiedono gli Istituti di Credito. Una ricerca condotta su 30 famiglie che si sono rivolte all’Associazione (svolta da Elena Bellettati, tirocinante Università degli studi di Bologna, Facoltà Scienze Politiche) ha mostrato che il 27% si era preventivamente rivolto alla banca con esito negativo, mentre il 40% è venuto direttamente alla Caritas. Dopo che il prestito è stato erogato l’Associazione si pone come garante del richiedente nei confronti della banca alla quale viene richiesta l’erogazione di prestiti con tassi agevolati al 1%. Successivamente l’Associazione tiene il controllo sul rispetto degli impegni finanziari assunti per la restituzione del debito garantito che, purtroppo, non sempre avviene, con conseguenti turbative al funzionamento stesso del servizio. Lo stato di insolvenze nel 2012 si è attestato intorno al 69% contro un 55% nel 2011, per quanto riguarda le erogazioni dirette da parte dell’Associazione, e al 33% contro un 21% nel 2011 per quando riguarda le erogazioni indirette da parte di Eticredito. Pare immediato che nell’ultimo anno siano aumentati i prestiti non ripagati, complice la situazioni di crisi in cui si trova il Paese che non permette alle famiglie di far fronte alle proprie spese anche a causa della diffusa instabilità del posto di lavoro o addirittura della sua mancanza.

Anno Famiglie Euro
     
1997 27 68.638
1998 25 145.124
1999 17 62.026
2000 20 96.474
2001 24 99.216
2002 31 113.094
2003 66 185.800
2004 63 154.340
2005 104 162.556
2006 150 252.780
2007 200 295.552
2008 195 273.242
2009 327 389.918
2010 370 465.226
2011 412 529.200
2012 320 299.720
Totale 2.351 3.592.906

Nel 2012 il numero delle erogazioni è stato minore rispetto a quelle del 2011: i prestiti concessi alle famiglie sono passati da 412 a 320. Anche la cifra erogata nel 2012 è minore rispetto a quella dello scorso anno: da 530 mila euro passiamo a 320 mila. La causa principale di questo cambiamento è nel fatto che quest’anno i fondi a disposizione sono stati minori e si è stati costretti ad abbassare il tetto massimo del prestito per ciascuna famiglia da 2.000 a 1.000 euro. Contemporaneamente il governo Monti, ai fini della trasparenza e della rintracciabilità dei conti bancari per scopi finanziari, ha fatto sì che alcuni prestiti fossero difficili da effettuare, ad esempio una famiglia è venuta a chiedere un prestito per un carrozziere, ma questo si è rifiutato di fatturare l’intero importo del lavoro, per cui la famiglia non ha potuto richiedere la cifra del prestito di cui effettivamente aveva bisogno.

Un dato interessante relativo al 2012 è l’aumento delle famiglie italiane che si sono presentate per la prima volta a chiedere un finanziamento, dal 48% del 2011 passiamo al 62% del 2012; questo indica come sempre più le famiglie italiane si trovino in difficoltà anche solo per mangiare, infatti è stato notato un aumento di italiani anche presso la mensa della Caritas Diocesana. Questo dato viene pure confermato dalla piccola ricerca condotta sulle 30 famiglie di cui si è detto in precedenza: infatti il 67% di queste era lì per la prima volta.

Di contro il numero di famiglie straniere che si sono rivolte al servizio per la prima volta è diminuito, dal 52% del 2011 passiamo al 38% di quest’anno. È facile immaginare che molti stranieri che erano presenti sul territorio di Rimini, trovandosi in difficoltà, siano tornati in patria.

Nell’ultimo anno gli stranieri che si sono presentati all’Associazione sono stati 125, pari al 39% sul totale delle famiglie. Perù, Romania e Ucraina sono le nazioni maggiormente rappresentate.

Le famiglie, sia italiane che straniere, trovano maggiori difficoltà ad affrontare le spese per affitto e utenze, seguono quelle per il mantenimento degli automezzi (assicurazioni, revisioni, tagliandi…); agli stranieri si aggiungono anche le spese per i ricongiungimenti familiari. Il problema dell’affitto è confermato anche dalla piccola ricerca condotta sulle 30 famiglie, infatti il 36,7% di queste chiedeva il prestito per pagare degli affitti arretrati, in più l’affitto ha la priorità su tutte le altre spese per quasi tutte le 30 famiglie.

  2012 2011
Causale Italiani Stranieri Tot Importo Italiani Stranieri Tot Importo
Affitto 96 43 139 € 143.300 95 93 188 € 262.610
Utenze 42 20 62 € 48.870 49 17 66 € 62.865
Cure mediche 16 13 29 € 25.650 30 28 58 € 70.675
Automezzi 26 20 46 € 43.000 23 25 48 € 71.050
Arredo 8 6 14 € 11.150 13 7 20 € 28.250
Spese scolastiche 5 9 14 € 11.700 5 13 18 € 18.000
Ricongiungimenti 2 14 16 € 16.050 1 14 15 € 27.180

Il 44% delle famiglie che si sono presentate hanno conosciuto il servizio tramite dei privati (amici o colleghi di lavoro), mentre solo il 3% è venuto a conoscenza dell’attività da enti pubblici.

Tra le 30 famiglie coinvolte nella ricerca il 36,7% ha dichiarato di provare un senso di abbandono, soprattutto dalla società e dalle Istituzioni competenti. Ricordiamo che affrontare queste problematiche impone un collegamento con tutte le strutture che possono contribuire a condurre ad una risoluzione dei disagi, dai servizi sociali alle parrocchie sino ai contatti diretti coi datori di lavoro ed i proprietari di immobili.

Da segnalare come la situazioni economica diventi a rischio quando la famiglia si separa e le spese raddoppiano in quanto ciascuno dei due coniugi deve far fronte singolarmente alle spese per l’alloggio, il vitto, il mantenimento del coniuge e dei figli.